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25/06/2020 VECCHIE VELE: TIPOLOGIE DI VELIERI

VECCHIE VELE: TIPOLOGIE DI VELIERI

I nostri cantieri vararono una grande quantit di ogni tipo di imbarcazione, da pesca e da trasporto. Di seguito, con i disegni schematici esplicativi di Ivo Antipodo, cerchiamo di illustrare i tipi pi ricorrenti nel repertorio dei velieri savonesi del XIX e XX Secolo. Ricordiamo che solo i bastimenti maggiori erano elencati nei registri di classificazione dai quali abbiamo ricavato il repertorio.
Non dobbiamo dimenticare, per, che i nostri maestri d'ascia costruirono centinaia di filuche, mistici, tartane, bovi, leudi, pinchi, navicelli, battelli, gozzi, bette, piatte, gondole, caracche eccetera eccetera, che permisero ai nostri avi di spostarsi da un paese all'altro della nostra costa, altrimenti isolati o collegati da strade impervie.
I velieri, oltre che per la grandezza e la portata, differivano per l'alberatura e la velatura; e queste si erano evolute nel corso degli anni in funzione dei traffici e delle rotte sulle quali erano impiegati. Lo stesso tipo di bastimento subiva dei miglioramenti continui, grazie agli apporti ed alle esperienze di capitani e costruttori.
Uno dei bastimenti pi presenti nei porti mediterranei sulle rotte del piccolo cabotaggio la
. Goletta, anche detta Schooner (fig. 1)
Due alberi con vele auriche (rande) pi il bompresso a prora con fiocchi.
Si governa facilmente con un piccolo equipaggio e la velatura consente di adattarsi ai mutevoli venti del Mediterraneo. Non di grande portata.
Veniva usata anche per la pesca d'altura ed oceanica.
Lunghezza media: circa 25 metri. Stazza netta media: 95 Tonn.
Il bastimento pi diffuso nell'Ottocento senza dubbio il
. Brigantino (fig. 2)
Due alberi con vele quadre e sull'albero di maestra anche una randa, pi il bompresso a prora con i fiocchi. Questa combinazione permetteva di sfruttare i venti costanti (alisei e controalisei, monsoni) e fu pertanto molto usato in oceano. La sua maneggevolezza, per, ne consentiva l'uso anche in Mediterraneo. Per l'impiego delle vele quadre necessitava di un equipaggio sufficientemente numeroso ed esperto.
Il brigantino ha subito, nel corso degli anni ed in funzione del suo impiego, molteplici aggiustamenti e piccoli cambiamenti nell'alberatura e nella velatura; ci ha comportato anche differenti definizioni a seconda del tempo, del porto e dell'utilizzo. Si nota anche che lo stesso bastimento viene indicato con differente denominazione nei registri di classificazione di anni diversi.
Lo si trova pertanto anche indicato come brig, brick, bricco, brigantine, polacca: ognuno di questi nomi indicava una variante specifica di brigantino, ma, grosso modo, le caratteristiche erano quelle suindicate.
Lunghezza media: circa 30 metri. Stazza netta media: 225 Tonn.
L'epoca delle grandi traversate oceaniche e, soprattutto, la necessit di aumentare la portata dei bastimenti, spinse a costruire il bastimento che rese famosi i nostri cantieri.
. Brigantino a palo, Ingl. Bark (fig. 3)
un bastimento di taglia e portata maggiore, resosi necessario per la differente tipologia del carico, diventato ormai sempre pi omogeneo (grano, riso, carbone, minerale, legname, guano, ecc.).
Naturalmente alcuni erano adattati al trasporto di passeggeri, soprattutto emigranti per le Americhe.
Al vecchio brigantino era stato aggiunto a poppavia un terzo albero (di mezzana), originariamente per ancorarvi le manovre dei pennoni dell'albero di maestra (da cui: palo); chiaramente lo si sfrutt con una vela aurica.
Con questi velieri i nostri nonni e bisnonni facevano il giro del mondo, passando i famigerati cape Horn e cape of Good Hope e restando lontani da casa per anni.
Lunghezza media: circa 45 metri. Stazza netta media: 570 Tonn.
L'apice delle costruzioni di velieri in legno fu raggiunto dalla
. Nave, Schipp, Barco Schipp (Ingl. Ship) (fig. 4)
Era la pi grande e capiente delle costruzioni, fatta soprattutto per le lunghe rotte oceaniche.
Tre alberi a vele quadre e sull'albero di mezzana la randa, come nel brigantino.
In alcuni casi si snellirono le sue forme per aumentarne la velocit, importantissima nei traffici a cui vennero adibite, e nacquero cos i famosi clippers (del t, della lana), che cercavano di arrivare primi in Inghilterra dalla Cina e dall'Australia nell'annuale campagna di queste merci.
Tra i pi famosi il Cutty Sark e il Thermophylae.
La nostra Amerigo Vespucci un bastimento armato a nave.
Lunghezza media: circa 55 metri. Stazza netta media: 650 Tonn (ma arrivavano fino a 1.300).
da notare che il termine nave, che ora viene usato in maniera generica, nell'Ottocento indicava solo la suddetta imbarcazione. Il termine generico era bastimento (derivato dal Francese btiment, costruzione).
La manovra di un bastimento come la nave richiedeva un capitano che sapesse manovrare sfruttando al meglio una simile selva di vele, coadiuvato da un certo numero di marinai esperti, capaci di gestire le vele quadre arrampicandosi sui pennoni pi alti con qualunque tempo.
Per la concorrenza spietata dei vapori si cerc in tutti i modi di ridurre i costi e si arriv cos alla
. Nave Goletta, Barcobestia, Ingl. Barkentine o Barquentine (fig. 5)
Aveva un solo albero a vele quadre e due a vele auriche, pi facili da manovrare. Il nome barcobestia con cui questo bastimento era conosciuto in Italia (soprattutto in Liguria e Toscana), una traduzione maccheronica di best bark, il miglior brigantino a palo.
Furono gli ultimi grandi bastimenti costruiti dai nostri cantieri; dopo che in provincia di Savona l'industria cantieristica si estinse, alcune navi goletta furono ancora varate a Viareggio ed a Porto Maurizio nelle prime decadi del Novecento.
Lunghezza media: circa 40 metri. Stazza netta media: 360 Tonn.
Per il piccolo cabotaggio e la navigazione costiera, sopravvisse ancora per molti anni il
. Brigantino Goletta, Scuna (Ingl. Brick Schooner) (fig. 6)
Si trattava della versione "facilitata" del brigantino, con un solo albero a vele quadre. Erano i muli del mare e nelle vecchie foto dei porti liguri se ne vedono moltissime.
Lunghezza media: circa 25 metri. Stazza netta media: 120 Tonn.
(Societ Savonese di Storia Patria - Testo di Piero Pastorino, disegni di Ivo Antipodo)

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